«È toccato agli operai pagare il prezzo più alto»
19/11/10 09:09 Categoria: Articolo
Una barzelletta circola a Jefferson North, la fabbrica della Chrysler appena fuori Detroit . Due neoassunti muoiono in un incendio e i giornali il giorno dopo titolano: perso un operaio dell’auto. «Con due di noi ne fai uno di quelli vecchi», spiega ridendo Chris Carlton fuori dallo stabilimento. Poi si fa più serio. «Parti a 14 dollari l’ora. E lavori a fianco di operai che guadagnano il doppio. Non ci metti molto a sentirti di serie B».
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Obama: «La bastonata è colpa mia»
04/11/10 10:48 Categoria: Articolo
Ma il mea culpa del presidente democratico è finito qui. Leggi tutto...
Ora ai democratici non rimane che il Senato
04/11/10 10:40 Categoria: Articolo
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Midterm, la Camera ai repubblicani Obama: «Non fermatemi»
03/11/10 11:31 Categoria: Articolo
«Da domani due anni di paralisi»
02/11/10 11:05 Categoria: Articolo
Il consulente repubblicano Ayres: «Difficile mutare qualcosa a Washington se, come sembra, non ci sarà spazio per collaborare»
Una vittoria repubblicana che porterà a due anni di quasi completa paralisi politica. Whit Ayres, sondaggista repubblicano e consulente politico di politici repubblicani di peso, come Ed Gillespie, prevede che il terreno che il Grand old party (Gop) recupererà oggi non gli consentirà di cambiare molto le cose a Washington, almeno finché Barack Obama resterà a Pennsylvania Avenue. Ma potrebbe aprire la strada per un Congresso e una Casa Bianca in mano al partito repubblicano nel 2012.
Che scenario uscirà dalle urne? Leggi tutto...
Obama annusa la sconfitta «Siamo pronti a cambiare»
02/11/10 11:01 Categoria: Articolo
Molto dipenderà infatti dalla percentuale dei votanti. Leggi tutto...
Al-Qaeda irrompe nel voto Usa
31/10/10 10:58 Categoria: Articolo
Un video di Osama Benladen apparso il fine settimana prima delle presidenziali del 2004 sancì la vittoria di George W. Bush su John Kerry. Possono gli sventati attacchi terroristici dallo Yemen fare un simile favore al partito di Barack Obama? La scoperta di due pacchi bomba diretti ad altrettante sinagoghe di Chicago, dove il presidente aveva da giorni in programma un comizio elettorale, ha catapultato la paura di un nuovo attentato nel mezzo di un’elezione dominata più di ogni altra nella memoria recente dalla politica interna. Dalla preoccupazione monomaniacale su economia, lavoro e tasse gli americani sono passati in 24 ore alla terrificante consapevolezza che al-Qaeda è sempre attiva e determinata a colpire gli Stati Uniti, non solo in Afghanistan e in Iraq, ma sul loro territorio. E tra lo scetticismo per come l’Amministrazione democratica ha gestito la crisi finanziaria si è fatta strada la rassicurante certezza che le agenzie di governo la- vorano dietro le quinte per mantenere sicura la popolazione. Il profilo di Obama come “comandante in capo” di una nazione in pericolo non può che trarne vantaggio.Leggi tutto...
Obama rischia il no dagli indipendenti
29/10/10 10:56 Categoria: Articolo
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Obama: servono limiti al Far West dei fondi
28/10/10 10:48 Categoria: Articolo
La campagna per il voto di rinnovo del Congresso americano di martedì prossimo ha già segnato almeno due precedenti storici: è costata finora 3,5 miliardi di dollari – un record per un’elezione non presidenziale e per la prima volta ha permesso ai gruppi privati di contribuire senza limiti al loro partito.
La situazione è il risultato di una sentenza del gennaio scorso della Corte Suprema Usa, che stabiliva che le corporazioni e le associazioni, sia a scopo di lucro che non profit, hanno lo stesso diritto degli individui di «influenzare il dibattito politico». Devono quindi, come qualunque persona, rispettare i limiti di legge per quanto riguarda le donazioni ai singoli candidati, ma hanno mano libera nella spesa per promuovere una posizione politica, o attaccare un candidato che oppongono. La sentenza era stata criticata anche dalla Casa Bianca, per il timore che creasse un far west.Leggi tutto...
L’universo? Sarà più freddo
27/10/10 10:44 Categoria: Articolo
Lo scopo finale è risalire alle origini dell’universo. Tornare indietro nel tempo andando sempre più a fondo nello spazio fino a scoprire che cosa successe all’inizio, dopo il gigantesco bang che diede al cosmo la forma che conosciamo. O che crediamo di conoscere. Il primo ad ammettere che la lista dei “non lo so” è ancora lunga è un astrofisico come Riccardo Giacconi che ha passato la vita a osservare e a interpretare i comportamenti delle stelle (sarà il prossimo 29 ottobre al Festival della scienza di Genova, dove riceverà il Grifo d’Oro). Giacconi nel 2002 ha vinto il premio Nobel per la Fisica per aver contribuito alla scoperta delle fonti dei raggi X nel cosmo e oggi, a 79 anni, se la recessione non gli avesse tagliato le risorse, «scandaglierebbe la volta celeste molto, molto in profondità alla ricerca di come si sono formati i grappoli di galassie». Lo farebbe negli Stati Uniti, naturalmente, dove vive da più di mezzo secolo e dove fare ricerca, anche con la crisi, è sempre possibile, a differenza dell’Italia. Ma andiamo con ordine.
Professor Giacconi, lei è arrivato negli Usa nel 1956 con una borsa di studio. È stato facile ricominciare? Leggi tutto...
WIKILEAKS: «Nessuno andrà a leggerli tutti»
24/10/10 10:39 Categoria: Articolo
Il politologo Edward Luttwak: «È la loro stessa mole a renderli di fatto inoffensivi E non aggiungono nulla» Edward Luttwak, stratega militare e storico, consigliere del Pentagono e della Casa Bianca, sminuisce l’impatto della pubblicazione di 400mila file di guerra americani sui combattimenti in Iraq. La sua interpretazione è che non aggiungono nulla di nuovo a quello che già era noto. E che è la loro stessa mole a renderli di fatto inoffensivi.
Cosa intende, professor Luttwak? Che nessuno andrà a leggersi 400mila documenti pieni di dettagli sulle operazioni militari Usa? Leggi tutto...
WIKILEAKS: «Assurdo non custodire i segreti»
24/10/10 10:33 Categoria: Articolo
Laurie Mylroie, consigliere di Clinton e Bush: «Chi potrà garantire in futuro i nostri alleati sulla riservatezza?» «È semplicemente assurdo che qualcosa del genere possa accadere, che il governo degli Stati Uniti d’America non sia in grado di tenere segreti i suoi segreti». Per Laurie Mylroie, consigliere sull’Iraq di Bill Clinton e del Pentagono di George W. Bush, e sostenitrice dell’intervento in Iraq, il danno maggiore che i 400mila documenti di Wikileaks possono arrecare è all’immagine del governo e dei militari Usa di fronte ai loro alleati e collaboratori. Che tipo di danno prevede? Leggi tutto...
La Palin imbarca lo sceriffo anti-immigrati
21/10/10 10:20 Categoria: Articolo
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Bill in missione per conto di Obama
16/10/10 09:54 Categoria: Articolo
Quando il partito democratico perde colpi va a bussare alla porta di Bill Clinton. E il 64enne ex presidente non dice mai di no. Anche questa volta Clinton non ha esitato a dare fondo al suo considerabile carisma e la sua non diminuita aggressività per rianimare la base democratica che ha perso entusiasmo per il più opaco Barack Obama. Leggi tutto...
Staminali: gli scienziati Usa scelgono quelle adulte
14/10/10 09:43 Categoria: Articolo
E’ stato il più grande convegno sulle cellule staminali negli Usa, l’unico a riunire scienziati e finanziatori, accademici, pazienti e l’entusiasmo era difficile da contenere. A giudicare dalle decine di rapporti e documenti presentati la scorsa settimana al «World Stem Cell summit» di Detroit, quello che volge al termine è stato un anno ricco di progressi per la ricerca sulle cellule riprogrammabili, quelle estratte dallo stesso corpo dei pazienti (dal sangue come dal midollo osseo, dal tessuto adiposo o muscolare come dalla pelle) oltre che dalla placenta e dal sangue del cordone ombelicale. Queste negli ultimi mesi hanno fatto il passo decisivo dai test sugli animali a quelli sugli esseri umani, e stanno dimostrando la loro potenzialità nella cura o nell’alleviamento dei sintomi di lesioni spinali, danni postinfarto e post-ictus, rari disordini cerebrali e morbo di Crohn.
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Obama cola a picco: il voto di novembre sarà un referendum
13/10/10 09:59 Categoria: Articolo
A tre settimane dalle elezioni, Barack Obama si trova con le spalle al muro, criticato dalla sua stessa base e attaccato dagli avversari, e ormai disposto a tutto per usare il podio della Casa Bianca per contenere le perdite del suo partito alle urne e il declino del suo gradimento. Se è comune per un presidente arrivare a metà del suo primo mandato in mezzo alle critiche e sull’onda di uno scivolone nei sondaggi, solo una manciata ( Wilson, Truman, Nixon, e George W. Bush) hanno perso tanti punti agli occhi dei loro elettori, e Obama è l’unico ad averne bruciati tanti in così poco tempo: dall’80% del 2008 al 47% un anno dopo, e ancora più in basso nelle ultime settimane.Leggi tutto...
Lobby del greggio
06/10/10 09:57
Due settimane dopo la chiusura della falla di petrolio nel Golfo del Messico, milioni di litri di petrolio rimangono nelle foreste di mangrovie nella Louisiana, decine di proposte di legge 'anti-petrolieri' restano in discussione al Congresso o nei Parlamenti statali americani. E milioni di dollari continuano ad affluire a Washington per proteggere gli interessi dell’industria del greggio dagli effetti indesiderati del disastro e delle norme in approvazione.
Nonostante i mea culpa della British Petroleum e le promesse, sue e di altri giganti del petrolio (dalla Exxon alla Shell alla Chevron), di diventare paladini dell’ambiente e di fare affari con trasparenza, infatti, la multinazionale britannica e le sue 'consorelle' tengono al soldo schiere di potenti lobbisti nella capitale americana, e non risparmiano tattiche per assicurarsi che le scelte politiche del governo e del Congresso non siano 'troppo' verdi o troppo orientate ai consumatori. Lo scopo finale è l’opposto di quello che la Bp ha assicurato al pubblico: rimediare fino all’ultimo centesimo alle conseguenze delle proprie azioni.
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Obama apre, Ahmadinejad fa lo show
24/09/10 10:46 Categoria: Articolo
Barack Obama esorta Benjamin Netanyahu ad estendere la moratoria sui nuovi insediamenti e apre una porta all’Iran sul nucleare, Mahmoud Ahmadinejad invece attacca ancora lo Stato ebraico (oltre agli Stati Uniti) e la Turchia esige da Israele scuse formali per l’aggressione alla propria flottiglia del maggio scorso. Il Medio Oriente è stato al centro della prima giornata di dibattito della 65ma Assemblea generale dell’Onu, che ha visto in primo piano anche una nuova tesa schermaglia a distanza fra i presidenti statunitense ed iraniano. Se arabi e israeliani sosterranno la nostra sfida della pace, ha detto Obama, «quando torneremo qui il prossimo anno, potremo arrivare a vedere un nuovo membro delle Nazioni Unite, uno Stato palestinese indipendente».Leggi tutto...